Ambiente: in Italia un illecito ambientale ogni 43 minuti

In aumento in tutta Italia gli episodi di illegalità ambientale e i reati legati alla criminalità organizzata. Vanda Bonardo di Legambiente ne parla ai microfoni di Iveco Daily Radio.

Si parte dal rapporto sul contrasto all’illegalità ambientale presentato lo scorso mese dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che evidenzia come in Italia le forze dell’ordine rilevano un illecito ambientale ogni 43 minuti.

“In effetti gli illeciti ambientali anziché ridursi aumentano – spiega Vanda Bonardo di Legambiente – e al nostro ultimo rapporto Ecomafia 2010 abbiamo visto che sono addirittura aumentati gli arresti assestandosi sui 300. Anche gli illeciti accertati sono in aumento, così come le persone denunciate ed i sequestri effettuati. Questo indica che la situazione in termini di criminalità ambientale non sta per nulla migliorando”.

Quando parliamo di illeciti ambientali a cosa ci riferiamo precisamente? “Gli ambiti sono molto vari e variegati. I principali sono il ciclo dei rifiuti ed il ciclo del cemento, che muovono una grande quantità di denaro, i reati contro la fauna, le cosiddette archeomafie (ovvero il traffico di opere d’arte) ed altre piccole forme di reato. I diversi reati, nel loro insieme e nonostante la crisi economica, muovono una quantità di denaro pari a 20 miliardi e mezzo di euro”.

Legambiente è impegnata nel contrastare gli illeciti ambientali, chiedendo però un più ampio intervento in ambito giuridico. “Da tempo insistiamo affinché si introduca finalmente il delitto contro l’ambiente nel codice penale – continua Bonardo – perché fino a che coloro che delinquono sanno che al massimo rischiano una multa e questo atto delinquenziale non è riconosciuto come reato, è chiaro che è più facile delinquere. Indubbiamente l’impossibilità di continuare con intercettazioni telefoniche creerà dei grossissimi problemi perché, pensando soprattutto al ciclo dei rifiuti che va controllato nei suoi spostamenti, aveva necessariamente bisogno di intercettazioni. Vanno poi evidentemente aumentate tutte le attività di monitoraggio”.

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luglio 6, 2010   Nessun commento

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